Cancro del colon e del retto - Dictanote

Cancro del colon e del retto



Fisiopatologia

Il cancro del colon e del retto è nel 95% dei casi, un adenocarcinoma che si sviluppa nel rivestimento epiteliale dell'intestino. Poi all'inizio come un polipo benigno e diventare maligno invadendo e distruggendo i tessuti normali, e diffondendosi nelle strutture adiacenti. Le cellule cancerose possono staccarsi dal tumore primario e in base alle altre parti del corpo, soprattutto il fegato.


Manifestazioni cliniche

I sintomi dipendono dalla localizzazione del cancro dallo stadio della patologia e della funzione del tratto intestinale in cui la neoplasia si sviluppa. Il sintomo più comune e il cambiamento delle abitudini intestinali. Il secondo sintomi in ordine di frequenza e la perdita di sangue con le feci. Altri sintomi sono anemia apparente ingiustificata, anoressia, dimagrimento e fatiche.

I sintomi più spesso sono associati a una lesione neoplastica del lato destro dell'intestino sono dolore sordo addominale e feci nere.

I sintomi associati una regione della tua sinistra dell'intestino sono caratteristiche di un inclusione dolore e crampi addominali, riduzione del calibro delle feci, stipsi, distensione, nonché la presenza del sangue color rosso vivo nelle feci.

I sintomi associate a lesioni rettali sono tenesmo quindi sforzo inefficace doloroso alla defecazione, dolore rettale, sensazione di svuotamento incompleto dopo la defecazione, alternanza di stipsi e diarrea, presenza di sangue nelle feci.


Accertamento e valutazioni diagnostiche

Oltre l'ispezione dell'addome del retto, le procedure diagnostiche più importanti per il cancro del colon sono la ricerca del sangue occulto nelle feci, il clisma opaco, la proctosigmoidoscopia e la colonscopia. In molti casi è importante fare anche una biopsia o striscio citologico. Si può inoltre seguire la ricerca dell' antigene carcinoembrionario non sempre presente, ma è dimostrato che i livelli di questo antigene sono un parametro affidabile per la previsione della diagnosi. Con la completa rimozione del tumore, i livelli di CEA dovrebbero normalizzarsi entro 48 ore.

 

Terapia adiuvante

La radioterapia viene usata prima durante e dopo la chirurgia per ridurre la massa tumorale, favorire la buona riuscita dell'intervento e per ridurre il rischio di recidiva. Nel caso di tumore non operabile non asportabili, la radioterapia consente un significativo alleviamento dei sintomi. La radioterapia viene somministrata a volte per mezzo di apparecchi intracavitari o impiantabili. La risposta alla terapia adiuvante è variabile.

In alcuni casi quando è possibile la terapia chirurgica è la soluzione migliore.

Gestione infermieristica 

Accertamento

Durante l'anamnesi l'infermiere si informa circa l'affaticamento, dolore addominale o rettale, (quindi localizzazione, frequenza, durata, comparsa con l'ingestione di cibo o con la defecazione) le abitudini intestinali passate e attuali, caratteristiche delle feci (quindi colore, odore, consistenza, presenza di sangue o di muco). Vengono identificate dall'infermiere le abitudini dietetiche, compreso il consumo di grassi, fibre e di alcolici, eventuale abitudine al fumo. Bene documentata dall'infermiere un eventuale storie di dimagrimento e la sensazione di debolezza e di affaticamento. L'accertamento include auscultazione dei rumori addominali, la palpazione dell'addome per rilevare aree di dolenza, rigidità o masse solide, esami dell'aspetto delle feci la valutazione della presenza di sangue.


Diagnosi infermieristiche 

  • Nutrizione inferiore al fabbisogno, correlata nausea anoressia.
  • Rischio di insufficiente volume di liquidi correlato a vomito e disidratazione.
  • Ansia correlata all'imminente intervento è la diagnosi di cancro.
  • Rischio di gestione inefficace del regime terapeutico, correlato insufficiente informazione circa la diagnosi, la procedura chirurgica e l'auto assistenza dopo la dimissione.
  • Compromissione dell'integrità cutanea correlata l'incisione chirurgica, all'apertura dello stoma, alla frequente contaminazione fecale della cute peristomale.
  • Disturbo dell'immagine corporea correlato alla con un stomia.
  • Inefficace modello di sessualità correlato alla presenza della stomia ai cambiamenti nell'immagine corporea e al concetto di sì.

Problemi collaborativi/potenziali complicanze

  • Infezione intraperitoneale.
  • Occlusione totale dell'intestino crasso.
  • Sanguinamento gastrointestinale.
  • Perforazione intestinale.
  • Peritonite, ascessi, sepsi.


Pianificazioni e obiettivi 

I più importanti obiettivi per l'assistito saranno il raggiungimento di un adeguato stato nutrizionale il mantenimento dell'equilibrio idroelettrico, la riduzione dell'ansia, l'acquisizione di una buona conoscenza della diagnosi, della procedura chirurgica e l'auto assistenza dopo la dimissione dall'ospedale, la guarigione della ferita chirurgica, la protezione della cute nell'area peristomale, l'apprendimento delle tecniche di redazione della colostomia e di sostituzione della protesi, la capacità di esprimere sentimenti preoccupazioni relative all'economia e all'impatto fisico psicologico dell'intervento, la prevenzione delle complicanze.


Interventi infermieristici 

  • Preparazione dell'assistito l'intervento chirurgico.
  • Fornire sostegno emozionale.
  • Fornire l'assistenza post operatoria.
  • Mantenere un adeguato stato nutrizionale.
  • Cura della ferita.
  • Trattamento e monitoraggio delle complicanze.
  • Rimozione e applicazione della sacca di raccolta.
  • Irrigazione della colostomia.
  • Favorire la percezione di un immagine corporea positiva.
  • Promuovere l'assistenza domiciliare e di comunità.



Valutazione 

1. Assumere una dieta sana.

2. Mantenere il bilancio idrico.

4. Si interessa documenti relativi a diagnosi, procedimenti chirurgici e autogestione delle proprie cure post-operatorie.

5. Mantiene puliti incisione chirurgica, lo stoma e la ferita peristomale.

6. Esprime sentimenti hai paura circa la sua condizione.